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Brienza è tra i centri medioevali italiani che meglio hanno preservato la propria identità, tanto che nel 1993 il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali lo ha inserito tra i siti di rilevante interesse storico-artistico.

È su questo giacimento culturale e paesaggistico che si innesta l’idea di realizzare un Museo che presenti la storia della città di Brienza, un progetto integrato di valorizzazione che trova sede in uno dei monumenti simbolo della comunità burgentina, l’ex Convento dei Frati minori osservanti, edificato nella seconda metà del XVII sec. con l’attigua Chiesa dell’Annunciazione, oggi sede del Municipio che occupa gli spazi al primo piano. Il Museo propone un percorso di conoscenza innovativo dedicato alla storia, alla cultura e alle trasformazioni di Brienza, dall’epoca medievale fino ai nostri giorni. Un viaggio sorprendente, multimediale e sensoriale attraverso 2000 anni di storia.

NetCom si è aggiudicata la gara per la realizzazione del MaMed, Museo Archeologico e Medievale di Brienza, in cui l’impiego delle nuove tecnologie si affianca alla narrazione tradizionale per contribuire alla creazione di un dialogo tra oggetti esposti e la sua “sceneggiatura” virtuale.

Lo spazio espositivo è inteso come un vero e proprio “viaggio di apprendimento”, ricco di sorprese e animato dalla presenza di exhibit dai contenuti sintetici e chiari espressi sotto forma di filmati, supporti audiovisivi, animazioni, suggestioni sonore .

Il percorso museale si sviluppa al piano terra del complesso conventuale.

  1. Hall

Dalla porta di ingresso che affaccia sulla Piazza dell’Unità d’Italia, si accede alla hall del Museo, spazio dedicato ai servizi di accoglienza e informazione per i visitatori. Un’immagine di grande formato con la mappa tridimensionale del Borgo medievale ricostruita in computer grafica e un totem multimediale mostrano i luoghi e le esperienze di significative del territorio.

Tutti i contenuti testuali, come anche i commenti audio e i filmati, sono presentati in doppia lingua, italiano e inglese.

  1. Portico chiostro

Il percorso museale si sviluppa all’interno del chiostro, uno spazio architettonico accogliente arricchito dagli affreschi con episodi della vita di S. Francesco e S. Antonio eseguiti a metà del XVIII sec. dai pittori burgentini Pietro e Leonardo di Giampietro.

La storia del Convento e il ciclo pittorico sono presentati nei pannelli e sulle quinte disposte sulla destra del portico, con immagini e testi che raccontano la storia dell’insediamento francescano, a partire dalla prima edificazione del 1525 in prossimità del fiume Pergola, presto abbandonata per l’insalubrità del luogo, che precede la costruzione del nuovo complesso monastico dell’Annunziata avvenuta intorno al 1570, sede dello studio Generale di Teologia e di Filosofia, fino alla definitiva acquisizione da parte del demanio dello Stato e l’assegnazione al Comune di Brienza.

La storia antica di Brienza, dalla caduta dell’Impero Romano fino al momento di massima espansione del borgo in epoca feudale, viene narrata nel chiostro mediante testi, immagini e video che animano“la linea del tempo” tracciata dal sistema integrato di pannelli e tecnologie disposti sulle pareti laterali.

Il racconto muove dalle prime testimonianze di comunità presenti lungo il tracciato della via Herculia, al sistema di avvistamento con la Torre di Satriano e quella di Picerno, per rappresentare la forma urbis della città medievale di Brienza ancora perfettamente visibile, a partire dal castello, eretto sulla cima di Ripa delle Forre, attorno a cui ruotano due nuclei abitativi, quello che insiste sulla chiesa di San Martino e quello in contrada Spineto, nei pressi del monastero di San Giacomo. Antichi rioni a cui si aggiunsero quelli sviluppatisi attorno alla chiesa di Santa Elisabetta e San Nicolò dell’Arco.

La “linea del tempo” attraversa le diverse epoche, normanno-sveva, angioina e aragonese, rimarcando il passaggio del tenimento nelle mani di diversi feudatari; con l’avvicendamento degli Aragonesi al trono di Napoli, Brienza viene riassegnata ai Caracciolo, la cui famiglia qui governò, quasi senza interruzione, sino all’eversione della feudalità.

L’ultimo brano narrativo di questa sezione è dedicata ai Palazzi di pregio e ai portali che connotano l’intero tracciato urbano consentendo di ricostruire l’imponente sviluppo della Città in Età moderna.

Nel chiostro è anche presente un tavolo interattivo che consente di approfondire la storia ed i personaggi e, attraverso un “card-play” di coinvolgere i visitatori grandi e piccini.

3.    Sale espositive

Nelle cinque sale espositive, di cui quattro disposte alle spalle del chiostro, prosegue la narrazione questa volta imperniata su temi specifici legati al paesaggio culturale e alla storia sociale che hanno connotato l’identità di Brienza.

Voci Illustri

Nella prima sala un suggestivo allestimento pensato per sorprendere e coinvolgere il visitatore propone un racconto in voce delle biografie di alcune delle principali personalità del mondo della cultura e della scienza a cui Brienza ha dato i natali.

La parete presenta un nucleo di sculture del Settecento, che per incuria nel tempo sono state private della testa, a cui viene restituita la voce grazie ad una istallazione innovativa: un sistema tecnologico che consente di vedere il tratto grafico del volto del personaggio riprodotto in digitale e di ascoltare il breve racconto della sua storia grazie ad una voce narrante.

Fra le “voci illustri” si ricordano:

Francesco Mario Pagano, patriota, giurista e umanista

Francesco Saverio Bruno, giurista

Luigi Maria Ferrarese, psichiatra

Cataldo Iannelli, filologo e filosofo

Luigi Giampietro, magistrato

Vincenzo D’Elia, sacerdote e politico

Cataldo Carone, chirurgo

Paolo Conforti, chirurgo

Benedetto Conforti, giurista

Cataldo Iannelli, archeologo e glottologo

Guida Iannelli, scienziato

 

Brienza Experience

La seconda sala è interamente dedicata ad una proiezione immersiva, un insieme di arte e tecnologia digitale (sistema di proiezione a 360°) che mira a far conoscere il patrimonio monumentale, artistico e paesaggistico di Brienza in modo innovativo e del tutto originale, a partire da video ad alta risoluzione.

 

La qualità della musica, al cui ritmo le immagini si muovono, dà vita ad un’esperienza di conoscenza unica attraverso la quale si ha la sensazione di essere davvero dentro le opere, la natura e le storie narrate.

 

 

La voce dell’acqua

La terza e la quarta piccola sala sono riservate al racconto della vita della comunità burgentina animata da sorgenti e corsi fluviali, grande risorsa a cui il paese ha legato da sempre il proprio sviluppo sociale ed economico.

Il regime di questi corsi d’acqua è tipicamente torrentizio ma il territorio comunale di Brienza si presenta con una cospicua maglia di sorgenti, un tempo indispensabili per la vita delle popolazioni rurali di montagna, corsi d’acqua che animavano i tanti mulini e i diversi opifici presenti nel territorio burgentino e di cui ancora resta viva testimonianza. Un fluire millenario che ha generato le cosiddette “marmitte dei giganti”o “marmitte del diavolo”, profonde depressioni rocciose a forma di pozzo originate dall’erosione fluviale nelle località un tempo ricoperte da ghiacciai.

Nella prima delle due sale dedicate all’acqua il racconto è offerto da un exhibit interattivo di grande formato denominato “magic box“, struttura autoportante che presenta mediante testi, immagini, video e oggetti, il sistema produttivo urbano e rurale collegato ai corsi d’acqua.

La struttura espositiva ospita al centro un monitor  su cui sono proiettate immagini video del percorso dei mulini e sei “scatole magiche” in cui sono alloggiati oggetti fortemente identificativi del sistema produttivo legato all’acqua e allo stesso tempo realizzati da artigiani e pastori locali, come le “fuscelle” dei formaggi, I setacci per la farina, le ceste per il trasporto di ortaggi e legumi, i cucchiai e le forchette intagliate, le “pignate” in terracotta per la conservazione e la stagionatura di carni e ortaggi, la rocca e i fusi per la lavorazione di lana, canapa e lino.

Il visitatore è invitato a toccare gli oggetti che, mediante un sensore, avviano sul monitor la video narrazione che li riguarda.

Nella seconda piccola sala l’acqua è protagonista del racconto orale delle tradizioni, nello spazio connotato dai colori dell’acqua e da un sottofondo sonoro che riproduce il suo fluire.

 

Francesco Mario Pagano

Completato il tracciato che dal chiostro attraversa le sale posteriori, la visita continua nello spazio dedicato alla quinta a sala espositiva, che precede la biblioteca ed è collegata alla sala convegni, è dedicata alla figura di Francesco Mario Pagano.

Giurista, filosofo, letterato, esponente fra i più rilevanti dell’Illuminismo meridionale, nacque a Brienza da Tommaso Pagano e Marianna Pastore, nel 1748. Professore di etica e diritto all’Università di Napoli, dove si formò con i grandi Antonio Genovesi e Gaetano Filangieri, fu tra i fondatori della Repubblica Napoletana; è lui che i francesi indicano come prorettore del futuro nuovo Stato, ma quando i Borbone ripresero il potere e si chiuse la breve e gloriosa esperienza della rivoluzione, lo condannarono a morte e lo giustiziarono, malgrado gli appelli da più parti d’Europa, a Piazza Mercato il 29 ottobre del 1799, a soli cinquantuno anni. Il suo busto è scolpito tra i Padri della Patria, sul Pincio, a Roma.

Nella sala, oltre a pannelli che ne raccontano la storia, ampio spazio è riservato al celebre e toccante dipinto Francesco Mario Pagano mentre l’esecrabile Giudice Speciale, dopo avergli letta la sentenza di morte lo insulta con parole di riso e scherno, eseguito da Giacomo Di Chirico ed esposto la prima volta alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Napoli nel 1869, poi donato al Consiglio Provinciale di Basilicata e infine acquisito nella proprietà del Comune di Brienza. Nella sala sono presenti, inoltre, la riproduzione dell’opera L’arresto di patrioti napoletani a bordo di una bilancella francese di Michele Tedesco, nella collezione della Provincia di Potenza, del bassorilievo dello scultore Tito Angelini conservato al Museo San Martino di Napoli, del busto in marmo del 1863 di Antonio Busciolano (Tribunale di Potenza)che, insieme al monumento in bronzo realizzato da Achille d’Orsi per volere di Giustino Fortunato ed esposto nella piazza del Municipio di Brienza nel 1890, rappresentano il nucleo principale delle opere d’arte dedicate al giurista e patriota burgentino; cui si aggiunge il busto in marmo ai giardini del Pincio (Roma), realizzato da Giuseppe Guastalla e inaugurato nel 1908.

Al centro della sala una teca quadrata presenta alcune delle principali opere pubblicate dal Pagano: Saggi politici, Considerazioni sul processo criminale, le opere drammaturgiche e altro.

4.    La biblioteca

La visita continua nello spazio dedicato alla biblioteca che ospiterà volumi di pregio e di notevole rilevanza storica, oltre alla sezione espositiva dedicata ai luoghi di culto e all’arte sacra.

Pannelli e teche disposti in modo da non intralciare la consultazione bibliografica raccontano del grande patrimonio religioso della Città, dal Santuario del Ss. Crocifisso, con i riti a questo collegati, all’itinerario delle Sette Chiese.

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